09/07/2010 ore 09:30 Giornata di studio
Il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia
Biblioteca delle Arti, piazza della Vittoria
Giornata di studi a cura di Istoreco
Ore 9.30
Prima sessione: Sguardi
Presiede: Alberto Ferraboschi
Un osservatore di eccezione: Lelio Basso, a cura di Carlo de Maria
L'Archivio di Basso costituisce un osservatorio rilevante per capire i fatti di luglio, sia per l'interesse dell'intellettuale socialista verso il tema dei diritti civili, sia per i solidi legami che egli intrattenne, in nome della tradizione socialista, con alcuni ambienti reggiani.
Outlook. Un punto di vista internazionale, a cura di Marzia Maccaferri
Ci si propone di analizzare come gli eventi del luglio 1960 furono commentati dalla stampa e dall'opinione pubblica di altri paesi. Il coverange sarà il più ampio possibile tenendo conto della reperibilità delle fonti: democrazie occidentali (Francia, Regno Unito, Gran Bretagna, Germania e Austria, USA); dittature europee (Spagna e Portogallo); paesi del blocco sovietico.
Dalle carte processuali, a cura di Toni Rovatti
La relazione si propone di analizzare le udienze del dibattimento del 1963 e la sentenza emanata il 14 luglio 1964, per ricostruire le imputazioni di rinvio a giudizio, le posizioni giuridiche adottate dagli accusati e dalle parti civili, i diversi passaggi processuali che determinarono l'assoluzione di tutti gli imputati coinvolti nel procedimento.
Discussant: Massimo Mastrogregori
Ore 15.30
Seconda sessione: rappresentazioni
Presiede Andrea Rapini, Università di Modena e Reggio Emilia
Il "7 Luglio 1960": il PCI e la costruzione di un “evento”, a cura di Mirco Carrattieri
La relazione intende analizzare le reazioni a caldo alla strage reggiana e le modalità della sua rappresentazione da parte del PCI locale e nazionale. Si intende indagare in particolare la rideclinazione della resistenza come risorsa simbolica e l''inedito uso dei mezzi audiovisivi nell'ambito delle trasformazioni della politica culturale comunista.
La memoria pubblica dell’antifascismo, a cura di Emiliano Martinelli
AI di là delle memorie individuali, esiste una memoria pubblica del luglio '60 che è alimentata da un dedalo di pratiche. Qual è stato il significato attribuito successivamente al luglio '60 dalle amministrazioni locali? Questa è la domanda storiografica che si pone il presente contributo, volto alla ricostruzioni delle strategie commemorative dal 1960 ai nostri giorni.
Ai confini della piazza: la memoria dei neofascisti e delle forze dell’ordine, a cura di Federico Ferrari e Fabio Villa
Vi è mai capitato di chiedervi cosa passasse nella lesta di un carabiniere mentre sparava ad un manifestante? E quale sia stato il peso di quegli eventi nella sua biografia? Sono interrogativi cui è difficile rispondere sul terreno della ricerca storica. La relazione tenta però di chiamare in causa la memoria delle forze dell'ordine e dei militanti dell'MSI, una nebulosa di cui sappiamo ancora assai poco.
Discussant: William Gambetta